Il Terzo Settore continua a dimostrare di essere una colonna portante nelle politiche di inclusione sociale e lavorativa. Le recenti misure del Governo confermano che gli Enti del Terzo Settore (ETS) potranno essere pienamente coinvolti nella definizione dei percorsi personalizzati di inclusione legati all’assegno di inclusione, lavorando in sinergia con i servizi territoriali e con i Comuni.
Questo significa valorizzare il ruolo degli enti come attori di prossimità, capaci di offrire servizi educativi, formativi e di accompagnamento alle famiglie più fragili. Attraverso convenzioni e accordi locali, gli ETS potranno contribuire concretamente a costruire reti di sostegno che uniscono welfare, comunità e lavoro.
Sono previsti anche incentivi economici per le realtà che promuovono l’inserimento di persone con disabilità o svantaggiate: contributi fino all’80% dei bonus riconosciuti ai datori di lavoro che assumono beneficiari dell’assegno di inclusione, a condizione che sia garantita una figura di riferimento per l’inserimento nel contesto lavorativo.
Una misura speciale riguarda inoltre gli enti che hanno assunto giovani con disabilità tra i 18 e i 35 anni: un fondo dedicato, rifinanziato nel 2025, sostiene queste buone pratiche di inclusione reale.
Tra i protagonisti ci sono anche le associazioni sportive con qualifica di ETS e APS, che possono unire sport, educazione e integrazione sociale, offrendo percorsi di crescita e partecipazione per bambini e ragazzi a rischio di esclusione.
Per Campania Vision e Progetti APS, tutto questo rappresenta un passo importante verso una visione condivisa: un Terzo Settore che non solo eroga servizi, ma costruisce comunità, restituisce dignità al lavoro e crea legami di solidarietà duraturi.

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