{"id":87,"date":"2024-03-25T13:01:04","date_gmt":"2024-03-25T12:01:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.noicampaniavisionprogetti.it\/?page_id=87"},"modified":"2024-03-25T13:01:04","modified_gmt":"2024-03-25T12:01:04","slug":"carta-dei-principi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.noicampaniavisionprogetti.it\/en\/carta-dei-principi\/","title":{"rendered":"Carta dei principi"},"content":{"rendered":"<p><html><head><\/head><body><\/p>\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Costiera Vesuviana, dorsale Appenninica Matese, Taburno, Irpinia, Cilento:<br>coesione, &nbsp;sviluppo, qualit\u00e0 della vita<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>CARTA DEI PRINCIPI <\/strong>\u2013 3 settembre 2023<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Rilevanza degli strumenti di programmazione locale, fondati su partnership tra soggetti pubblici portatori di competenze eterogenee e soggetti rappresentativi a vario titolo di interessi privati, a dimensione territoriali.<\/li>\n\n\n\n<li>Indispensabile che si rifugga dalle logiche di ridotta trasparenza ovvero evitando l\u2019istituzionalizzazione di&nbsp; strutture e forme organizzative <em>ad hoc <\/em>per l\u2019implementazione e la gestione dei programmi (uffici speciali, agenzie locali, etc.), ed &nbsp;impedendo che i processi di sviluppo si rinchiudano alle aperture esterne ovvero ad &nbsp;operatori di varia natura che possono contribuire a consolidare i capitali produttivi e infrastrutturali presenti a livello locale.<\/li>\n\n\n\n<li>L\u2019autonomia differenziata non deve intralciare i processi di sviluppo locale. Quella che alcuni definiscono come \u201cla secessione dei ricchi\u201d non pu\u00f2 e non deve generare ulteriori conseguenze sociali ed economiche, peraltro assai rilevanti, tanto da far temere una spaccatura insanabile tra regioni povere e regioni ricche.<\/li>\n\n\n\n<li>Non siamo interessati a dispute ideologiche sull\u2019eterno dilemma tra centro e periferia, tra &nbsp;vertice e base, tra Roma e &nbsp;sedi locali. &nbsp;Abbiamo grande rispetto per le posizioni culturali &nbsp;tra di loro contrapposte, tra la dimensione che si esprime nella perdurante difficolt\u00e0 nel coniugare visioni <em>top-down <\/em>e <em>bottom-up <\/em>dello sviluppo territoriale. Siamo altres\u00ec consapevoli che \u00e8 necessario un salto di qualit\u00e0 nella capacit\u00e0 di \u201ccostruire\u201d politiche integrate\u201d di tipo partecipato che possono scaturire anche da opportunit\u00e0 che vengono a formularsi per iniziative di soggetti esterni.<\/li>\n\n\n\n<li>Riflettiamo sulla necessit\u00e0 di contribuire a promuovere una nuova stagione di innovazione di sviluppo territoriale che, partendo dal solco della tradizione &nbsp;della programmazione negoziata e dei Patti territoriali, faccia tesoro delle buone prassi e dei radicali cambiamenti che quella stagione prov\u00f2 a determinare. &nbsp;Necessita altres\u00ec un\u2019occasione di discontinuit\u00e0 rispetto a quella fase, pur innovativa, &nbsp;&nbsp;per aprire nuovi orizzonti di protagonismo territoriale che punti&nbsp; a rafforzare il superamento della vecchia concezione centralistica legata all\u2019intervento straordinario e che si misure con le sfide dirompenti dell\u2019autonomia differenziata, per decidere e gestire lo sviluppo territoriale.<\/li>\n\n\n\n<li>Siamo tra coloro che ritengono che il divario territoriale del Sud rispetto al resto del paese &nbsp;non dipende solo da ragioni economiche. Il Sud , con le eccezioni ben note, rimane un ambiente poco adatto allo sviluppo, a causa di fattori sociali, culturali, istituzionali. E\u2019 ampiamente dimostrato le &nbsp;sole erogazioni di finanziamenti alle imprese, &nbsp;lasciando sostanzialmente in balia delle pi\u00f9 stridenti contraddizioni l\u2019ambiente in cui esse operano, non attiva processi virtuosi complessivi. Condividiamo le tesi di autorevoli operatori dello sviluppo del Sud, secondo i quali &nbsp;se il sostegno finanziario non incrocia la responsabilit\u00e0 e la vitalit\u00e0 delle comunit\u00e0 locali, diventa assistenziale e genera dipendenza. Bisogna invece investire, come condizione prima ed essenziale, nello sviluppo nel capitale umano e sociale. \u00c8 questo il capitale utile, che mette radici, gener\u00e0 virt\u00f9. Basta con l\u2019ossessione economicistica; l\u2019essenza sta nell\u2019evoluzione del \u201cterritorio\u201d: la costruzione e il consolidamento delle reti fiduciarie, la diffusione di una prassi collaborativa, il coordinamento tra istituzioni e cittadini.<\/li>\n\n\n\n<li>Aderiamo convintamente ad un cambiamento di approccio per lo sviluppo del Sud ovvero sull\u2019opportunit\u00e0&nbsp; di contribuire alla costruzione di un \u201cCapitale sociale\u201d per la crescita duratura ed effettiva del Mezzogiorno. Siamo favorevoli alla necessit\u00e0 di intervenire dal sociale,&nbsp; parallelamente allo sviluppo economico. Dunque, sosterremo le forze, le risorse del terzo settore.<\/li>\n\n\n\n<li>Il nostro territorio necessita di un sistema del welfare che punti, oltre su&nbsp; una maggiore efficienza del ruolo della Regione e degli Enti Locali, anche e forse soprattutto sull\u2019innovazione sociale e tecnologica, su nuovi modelli di erogazione dei servizi alle persone, sul volontariato, sulle reti di solidariet\u00e0, sulla permanente lotta contro l\u2019esclusione, la solitudine, l\u2019emarginazione. Permangono, anzi si aggravano, le condizioni di povert\u00e0, oltre che sociale, anche materiale di aree sociali che nei decenni precedenti mai erano stati toccati dalle crisi, dalle ristrutturazioni, Siamo impegnati a perseguire moderne politiche di rafforzamento della coesione della compagine sociale, non solo, con il tradizionale modello solidaristico-assistenziale. Occorre anche affiancare alle politiche sociali interventi di sostegno allo sviluppo delle abilit\u00e0\/potenzialit\u00e0 dell\u2019individuo, stimolando la sua \u201cvoglia di aiutarsi\u201d, le sue capacit\u00e0 di auto-organizzazione, la sua ambizione di auto-promozione e fornendo, nel contempo, occasioni di lavoro, di impegno, di relazione e, pi\u00f9 in generale, di crescita.<\/li>\n\n\n\n<li>La nostra progettualit\u00e0 si pone l\u2019obiettivo, tra gli altri, di &nbsp;contribuire a fermare al fuga dei cervelli, dei nostri giovani, dalla Campania. Su 1 milione e 136mila giovani emigrati al Nord negli ultimi 10 anni, circa 330mila provengono dalla Campania. La nostra regione&nbsp; detiene il &nbsp;triste primato di cervelli in fuga: il 29%, ovvero la percentuale pi\u00f9 alta di tutto il Sud. E ne perdiamo pi\u00f9 di quanti ne attraiamo. Ma soprattutto sono tutte risorse ad alto valore intellettuale: in Italia il 25% dei giovani sopra i 25 anni ha una laurea; tra gli emigrati la percentuale sale al 33%. L\u2019Italia. Il Sud, perde capitale umano prezioso che va a lavorare all\u2019estero, ma allo stesso tempo non riesce ad attrarre talenti. Proveremo ad attivare circuiti virtuosi di competenze vendibili e occasioni di lavoro attrattive, anche in collaborazione con il sistema educativo e formativo scolastico-universitario.<\/li>\n\n\n\n<li>Rileviamo, con forti preoccupazioni, l\u2019altra tendenza&nbsp; critica che rischia di arrecare&nbsp; elevate difficolt\u00e0 alle aziende, costituita &nbsp;dalla progressiva contrazione&nbsp; quantitativa della fascia di et\u00e0 pi\u00f9 produttiva dei giovani tra i 15 e i 34 anni, in larghissima parte dovuta alla crisi demografia ma non solo. Riflettiamo sulla inderogabile necessit\u00e0 di &nbsp;contribuire al migliore incontro tra domanda ed offerta di lavoro, a partire dal nostro territorio, anche attraverso il contributo professionale, culturale ed istituzionale di un ITS nel nostro partenariato. Dunque, ulteriore obiettivo prioritario, strategico, sar\u00e0 di dotare la nostra comunit\u00e0 di risorse professionali adeguate e, dunque, punteremo alla qualificazione e specializzazione delle persone della comunit\u00e0 su processi e tecnologie derivanti da un\u2019attenta e coerente analisi dei fabbisogni, fortemente connessi con le esigenze della capacit\u00e0 di cambiamento ed in particolare di creare competenze, occupazione altamente qualificata, anche per imprese ad alta innovazione e per lo sviluppo sostenibile.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Crediamo nella necessit\u00e0 di attivare circuiti virtuosi permanenti sull\u2019inclusivit\u00e0 territoriale, non solo con il contributo delle tecnologie e della cultura digitale, ma anche con lo stimolo che potremo fornire alla creazione di reti territoriali, network di collaborazione, integrazione&nbsp; e coinvolgimento dei soggetti deboli come i disabili, gli scolari e studenti in difficolt\u00e0, gli emarginati, i nuclei familiari poveri, i giovani detenuti, ecc. al fine di poter contribuire a creare, tra le altre iniziative, occasioni di lavoro e di inserimento nel mercato del lavoro, orientamento professionalizzante, integrazione sociale, inclusione.<\/li>\n\n\n\n<li>Puntiamo un modello capace di far interagire, virtuosamente, l\u2019innovazione sociale e l\u2019innovazione tecnologica, verso processi di cambiamento e modelli di sviluppo ecologici e sostenibili, che possano dialogare&nbsp; con imprese piccole e piccolissime e con i territori (anche) rurali e delle aree interne della nostra regione. I territori intesi come luoghi fisici ma anche nuove interazioni, relazioni, occasioni, scambi di buone prassi e virt\u00f9. Ci sono le tecnologie e, in particolare, quelle cosiddette 4.0 che possono diventare strumenti-chiave nei processi di trasformazione sostenibile e di innovazione sociale. Un\u2019importante direzione dell\u2019innovazione potrebbe essere quella di realizzare un\u2019economia pi\u00f9 circolare, capitalizzando sulle potenzialit\u00e0 delle tecnologie 4.0 per assicurare la tracciabilit\u00e0 dei prodotti industriali cos\u00ec come gli scarti di produzione.<\/li>\n\n\n\n<li>Sar\u00e0 assai rilevante e qualificante interagire con il mondo della ricerca e dell\u2019Universit\u00e0, per svolgere una funzione-chiave nei processi di innovazione e cambiamento, con &nbsp;le competenze e i centri d\u2019innovazione che potranno svolgere un ruolo fondamentale in questo percorso di qualificazione territoriale. Sar\u00e0 importante metterli a confronto con le problematiche locali, collaborare con gli imprenditori, gli operatori dei sistemi agricoli, artigiani, commerciati, operatori dello sviluppo sociale e civile, start up, piccole e medie imprese. Una condizione importante per superare le difficolt\u00e0 dovute alla piccola dimensione delle aziende, alla frammentazione degli attori sul territorio e alla difficile situazione socioeconomico-ambientale \u00e8 la creazione di forme di cooperazione, promozione di comunit\u00e0 di pratica o di interessi. Queste, anche grazie ai vantaggi che possono portare le tecnologie, dovrebbero favorire non un singolo attore alla volta ma ampi territori insieme. Le alleanze tra attori locali (istituzionali e non) potrebbero svolgere un\u2019azione di supporto alla riprogettazione locale attraverso un ruolo di supporto, per esempio sulla formazione o per il coordinamento di momenti di co-progettazione; un ruolo di facilitazione nella condivisione di occasioni per esempio l\u2019incontro con la ricerca e\/o con soluzioni tecnologiche.<\/li>\n\n\n\n<li>Proveremo a stimolare il contributo di tutti i cittadini, con il metodo della Citizen Science<strong>&nbsp; <\/strong>ovvero quel complesso di attivit\u00e0 collegate ad una ricerca scientifica a cui partecipano semplici cittadini.&nbsp; Insomma, vogliamo &nbsp;coinvolgere attivamente i cittadini in attivit\u00e0 scientifiche e di ricerca di soluzioni che generano nuova conoscenza o appagano fabbisogni di miglioramento di buone pratiche imprenditoriali, di erogazioni di servizi, di modelli burocratici, ecc. &nbsp;Sia i ricercatori che i cittadini coinvolti potranno trarre vantaggio dal prendere parte a progetti di Citizen Science,&nbsp; essere coinvolti in progetti di Citizen Science, prendere parte a pi\u00f9 fasi del processo scientifico e risolutivo. Le persone coinvolte in progetti di Citizen Science riceveranno feedback e il loro contributo sar\u00e0 riconosciuto ufficialmente nei risultati dei progetti e nelle pubblicazioni. I programmi di Citizen Science saranno valutati per il loro risultato scientifico, per il contributo che avranno apportato al benessere della popolazione, per la qualit\u00e0 dei dati, l\u2019esperienza dei partecipanti e l\u2019ampiezza dell\u2019impatto sociale e sulle politiche di settore che promuoveremo sul territorio.<\/li>\n\n\n\n<li>La sempre pi\u00f9 larga diffusione del modello dell\u2019Open Innovation&nbsp; non ci esimer\u00e0 dall\u2019attuare&nbsp; sistemi e metodologie di ricerca di soluzioni, tramite il ricorso a solutori&nbsp; competenti, ovunque collocati, in una logica collaborativa e coinvolgente. Si tratta di un paradigma&nbsp; che si \u00e8 andato affermando nel mondo e, sempre di pi\u00f9, anche in Italia. \u201cNon \u00e8 detto che i solutori di una qualsiasi problematica siano al nostro interno; se necessario li raggiungiamo&nbsp; ovunque si trovino, anche grazie al ricorso alle tecnologie digitali\u201d. Si tratter\u00e0 di aiutare il richiedente a scegliere il modello di innovazione che meglio soddisfa le proprie esigenze aziendali o di qualsiasi altra tipologia di organizzazione, comprese quelle pubbliche, a trovare i giusti solutori a cui rivolgere la richiesta di soluzione\/innovazione e a definire con chiarezza l&#8217;obiettivo di innovazione che l\u2019azienda\/l\u2019organizzazione intende raggiungere.<\/li>\n<\/ul>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Costiera Vesuviana, dorsale Appenninica Matese, Taburno, Irpinia, Cilento:coesione, &nbsp;sviluppo, qualit\u00e0 della vita CARTA DEI PRINCIPI \u2013 3 settembre 2023<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-87","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.noicampaniavisionprogetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/87","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.noicampaniavisionprogetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.noicampaniavisionprogetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.noicampaniavisionprogetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.noicampaniavisionprogetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=87"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.noicampaniavisionprogetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/87\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89,"href":"https:\/\/www.noicampaniavisionprogetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/87\/revisions\/89"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.noicampaniavisionprogetti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=87"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}