La nuova linea AV Napoli-Bari, che prevede un investimento complessivo superiore a 6 miliardi di euro, è stata analizzata da SVIMEZ in collaborazione con Rete Ferroviaria Italiana: secondo lo studio, la realizzazione dell’opera può generare un valore aggiunto di circa 4,4 miliardi di euro e un impatto occupazionale stimato in 62.000 posti di lavoro tra diretti, indiretti e indotti. rfi.it
Questa infrastruttura rappresenta per il Mezzogiorno un’occasione significativa: migliorare la connettività interna, favorire lo sviluppo locale, spingere verso una mobilità più sostenibile e unire in modo più stretto il Sud con il resto del Paese.
Tuttavia, non basta il solo dato economico: perché il progetto riesca a trasformarsi in sviluppo reale e duraturo, occorre cura nelle ricadute territoriali, nella formazione e stabilizzazione del lavoro, e nelle azioni che coinvolgono le comunità locali.
Nel contesto della Campania – dove la mobilità e l’accessibilità restano sfide quotidiane – guardiamo a questa linea come a un motore di coesione: non solo convogli più veloci, ma opportunità per territori ancora marginalizzati.
Ma emergono anche i dubbi: quanto sarà effettivamente capace l’intervento di annullare le disuguaglianze infrastrutturali del Sud? E quanto verrà mantenuto l’impegno verso i Comuni, le aree interne e le periferie che non si affacciano sull’asse AV?
Come Campania Vision e Progetti APS siamo convinti che il vero successo non si misuri solo in cifre o in tempi di percorrenza ridotti, ma nella qualità della vita che torna nei piccoli centri, nella partecipazione delle comunità e nelle opportunità che restano sul territorio. Perché una ferrovia è utile solo se diventa ponte verso il futuro di tutti, non solo di pochi.

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